È mattina ed è già una situazione critica, ti trascini giù dal letto col piumone ancora avvolto in testa a mò di E.T. durante la fuga, apri l’acqua della doccia e ti siedi sul tazza del water a leggere tutti gli stati Facebook della notte che ti sei persa, poi ti alzi, apri il box doccia e punti un piede per verificare se l’acqua ha raggiunto la temperatura d’ebollizione, mentre entri nella doccia molli a terra il piumone, la stessa mossa la rifai quando spegni l’acqua calda per infilarti l’accappatoio e il tutto deve essere perfettamente sincronizzato per non sentire freddo nemmeno per un secondo.

In accappatoio e con una nube di condensa per tutto il bagno, spessa come i banchi di nebbia in autostrada, accendi il phon e lo passi su ogni centimetro di pelle scoperta e sulla spugna bagnata finché in bagno non è tornato a splendere il sole e tu sei perfettamente asciutta ed inamidata.

Uscita dal bagno ti trascini in cucina ad accendere il bollitore per preparare la colazione, nel frattempo verifichi con l’iPhone il meteo della giornata e la temperatura: oggi la massima prevista è di 6°C

Apri l’armadio e parti con lo strato numero uno base: slip, reggiseno, calzini e dato la temperatura opti per aggiungere lo strato numero due: pantacollant e canotta; raggiunta questa fase sei pronta per affrontare trucco e parrucco in bagno.

Ultimata la fase restauro mattiniero indossi lo strato numero tre: pantaloni e dolcevita per raggiungere la tavola della cucina e consumare la colazione.

E’ il momento dello strato numero quattro per affrontare il gelo fuori casa: scarpe, giacca, cappello, sciarpa, guanti, occhiali da sole sovrapposti alla perfezione per lasciar comparire solo la punta del naso.

Ancora addormentata raggiungi la fermata della metro, con la playlist che suona a tutto volume nelle orecchie, sali e prendi posto a sedere; sulle note di “Livin la vida loca” alzi lo sguardo e ti trovi un enorme culone davanti agli occhi con le chiappe all’aria che sballonzolano a ritmo con uno slip consumato con stampato il messaggio “Follow me” e se guardi ancora più su ti accorgi che le chiappotte appartengono ad una normalissima studentessa, avvolta nel suo piumino con un libro aperto che ripassa la lezione di filosofia; giri lo sguardo a seduto di fianco a te c’è un impiegato con le gambe accavallate e il calzino a righe troppo in vista, in vista fino al ginocchio che si fonde con una coltre di peli che ricopre tutta la gamba nuda; poco più in là poi ci sono dei ragazzini che sfottono e fotografano le chiappe cellulose della tizia di fronte e, tra boxer con proboscidi d’elefante disegnate, culotte sfilacciate, messaggi provocatori scritti sul retro e mutandoni incastratrati tra le chiappe cosa puoi aspettarti di peggio?? Cosa diavolo succede?

E’ colpa di Enzo Miccio e Carla Gozzi di “Ma come cazzo ti vesti???”

Nahhhh, stiamo parlando solo del “No Pants Subway Day”un flashmob con origini americane che si è svolto l’11 Gennaio in 60 città di tutto il mondo (a gran sorpresa anche a Milano): un giro in metropolitana seminudi per sostenere la libertà d’espressione.

Sicuramente un modo di manifestare alternativo ma che alla fine ha fatto parlare di sé in tutto il mondo.

Ora che lo sai il prossimo anno tu che intenzioni hai? Li sfoderi i tuoi slip di Superman?

Feel free.