Sfogliando i più noti social mi imbatto quotidianamente in profili di ragazze che solo pubblicando una foto dei loro calzini abbinati allo smalto delle unghie, della tazzina del caffè affiancata alla cover dell’iPhone in tinta col portafoglio, del MacBook aperto sul letto accerchiato da smalti e libri mai letti collezionano migliaia di like, followers e complimenti che manco se prendessi quattro lauree in  ingegneria spaziale in una volta sola riceverei.

Le loro foto sono però d’ispirazione e creano i trend del momento (o li seguono alla perfezione), per esempio ho capito che il vero colore del momento è il rosa, non mi è chiaro ancora quale pantone, ma vi assicuro che ho già provato tutte le tonalità per rendermi conto che il rosa in qualsiasi sfumatura riesce a rendermi ancor più grigia in viso, pallida e sbattuta come nel peggior giorno del calendario mestruale di ogni mammifero femmina.

Nella foto io con le uniche cose rosa trovate in casa:

la carta da parati della porta del bagno, quel fallimento di maglione rosa acquistato da Stradivarius, dei tulipani finti e un flacone di detersivo per capi delicati.

Assodato che io potrei solo che essere una discreta Sfashion blogger continuerò ad impegnarmi a raccontare le mie assurde giornate.

Quest’oggi allo sportello del bancomat, digito parte del PIN e sbaglio, provo quindi una seconda volta e mi accorgo che il tastierino non funziona un granchè bene, semplicemente pigiando un numero duplica la cifra e di nuovo sbaglio, per evitare di bruciarmi anche il terzo tentativo e veder risucchiato il bancomat insieme a tutte le mie speranze decido di rivolgermi allo sportello.

Appoggio le mani alla vetrina della posta per ripararmi dal riflesso e spio all’interno, stranamente è completamente deserta.

Entro e sentendomi fortunata mi reco al primo sportello aperto, la signorina col caschetto  alza lentamente gli occhi dallo schermo del suo telefono e quasi schifata in silenzio mi rivolge lo sguardo assente, al che mi scappa un sorriso pensando alla segretaria dell’ufficio postale de “i soliti idioti”,

Le spiego che il bancomat non funziona e che devo prelevare sventolando la mia carta davanti ai suoi occhi, lei esordisce con “prenda un biglietto e si metta in fila”.

Sbarro gli occhi, faccio un giravolta su me stessa cercando la gente in fila, prendo il ticket, cerco nuovamente con gli occhi sbarrati la fila invisibile alla quale accodarmi e con il biglietto in mano attendo la chiamata sul monitor.

Mi dirigo allo sportello numero 1, il numero 3 era sempre impegnato dall’impiegata con lo smartphone, allo sportello nr.1 c’è solo una sedia vuota con appoggiata una giacca, con molta calma arriva anche il dipendente che dovrebbe stare seduto sulla sedia al posto della giacca, con estrema calma e tipico accento di Bolzano da dipendente statale esordisce con “Diiica” ripeto quindi la mia esigenza, sfodero il bancomat e lo inserisco nel pos:

– “ lei è italiana?” mi chiede il dipendente

non avendo nessun particolare che possa far pensare che io sia di un’altra nazionalità un pò sconcertata confermo la domanda

– “ma è residente in Italia?” chiede di nuovo scocciato

– “siii” dico io

– “ma lo scorso anno risiedeva ancora in Italia lei?” …

-”si, sono italiana, risiedo in Italia, da sempre, non ho un conto alle Bahamas, non sto chiedendo un prestito, ma semplicemente un prelievo di 100 euro dal mio conto perchè il tastierino del bancomat non funziona” e lui mi risponde:

– “ha ragione, ma col bancomat deve aver pazienza e schiacciare delicatamente i numeri, uno alla volta sfiorando appena appena il tasto e rilasciando lentamente il dito, comunque ora mi deve firmare la dichiarazione seguente dove certifica che è italiana perché risultano diversi prelievi fatti all’estero lo scorso anno”

-“e non poteva dirmelo subito che le bastava sapere se ero stata io a fare prelievi all’estero??”

-“con calma ci sarei arrivato a chiederle anche questo signoora”

Ad un certo punto ho sperato che dalla porta entrasse qualcuno urlando “questa è una rapinaaaaa” per liberarmi da quella situazione assurda.

E poi se il ladro avesse indossato in testa una calza color carne avrei potuto sfoggiare la seconda cosa che ho imparato dai social ovvero fargli notare che quest’anno il trend è la calza a rete!